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Tracce di Albissola, 2002 - Bruno Ceccobelli (Monte Castello di Vibio, 1952)

Tracce di Albissola, 2002 - Bruno Ceccobelli (Monte Castello di Vibio, 1952)

paintings antiques Ceramica cm 60x55x8 Opere realizzate nella bottega di Walter Boi. Opere realizzate nella bottega di Walter Boi. Bruno Ceccobelli è nato nel 1952 a Montecastello di Vibio, in provincia di Perugia, e fin da giovane mostra interesse per l'arte. Il suo percorso formativo avviene soprattutto a Roma all'Accademia di Belle Arti, dove Toti Scialoja, suo insegnante, diventa per lui un riferimento molto importante. Intenzionato ad affinare la sua formazione, rivolge uno studio profondo all'opera di grandi artisti contemporanei depositari di esperienze uniche. Nella seconda metà degli anni Settanta, aderisce al gruppo Nuova Scuola Romana costituito da artisti che avevano eletto come propria residenza l'ex-pastificio Cerere, nel quartiere San Lorenzo. Inizialmente si avvicina all'arte concettuale confluendo poi in un percorso connotato dall'astrattismo. In seguito, grazie anche ai suoi interessi per le filosofie orientali, si avvicina a un simbolismo di tipo spirituale. L'approccio con la ceramica avviene all'inizio degli anni Settanta quando Bruno comincia a frequentare lo studio di Valter Boj ad Albisola Capo. Nel 1995, insieme ad altri artisti, tra i quali Enzo Esposito, Nino Longobardi e Giacinto Cerone, anch'essi presenti nello studio Boj, partecipa alla mostra "Il ritorno di Albissola", allestita alla Galleria Orti Sauli di Genova. Nelle sue ceramiche Ceccobelli utilizza il colore e la luce magistralmente, riuscendo a conferire alle opere un'espressività del tutto peculiare. Si può dire che egli elabora con metodo analitico le stesure cromatiche esaltando in tal modo anche i valori plastici delle strutture. Il gesto dell'artista non è mai caotico o casuale ma ben controllato nel trasferire nella materia un'intensa carica di energia pervasa da forti significati simbolici. Le sue proposte sembrano il frutto di una ponderata meditazione sulla forma e il suo apparato luministico. Questo, non solo avvolge le superfici, ma è capace di creare uno spazio dove le scansioni seguono percorsi euritmici. Ceccobelli traduce nella ceramica stati emozionali ricchi di sfumature che possono essere anche la rappresentazione simbolica della complessità del mondo reale. Le sue idee non sgorgano con impeto ma si manifestano con un lento fluire da cui può ben trasparire un sentimento di fine sensibilità. A volte l'artista mostra un aspetto ludico nell'usare giocosamente le forme come quando, ad esempio, trasforma la struttura di una coppa nella compostissima testa di un uomo o di una donna. Le ceramiche di Bruno Ceccobelli rivelano un carattere forte, sottolineato anche dall'uso di colori accesi sempre utilizzati in stretto rapporto con la forma e i valori luministici. Ceramica, cm 60x55x8, Opere realizzate nella bottega di Walter Boi. Opere realizzate nella bottega di Walter Boi. Bruno Ceccobelli è nato nel 1952 a Montecastello di Vibio, in provincia di Perugia, e fin da giovane mostra interesse per l'arte. Il suo percorso formativo avviene soprattutto a Roma all'Accademia di Belle Arti, dove Toti Scialoja, suo insegnante, diventa per lui un riferimento molto importante. Intenzionato ad affinare la sua formazione, rivolge uno studio profondo all'opera di grandi artisti contemporanei depositari di esperienze uniche. Nella seconda metà degli anni Settanta, aderisce al gruppo Nuova Scuola Romana costituito da artisti che avevano eletto come propria residenza l'ex-pastificio Cerere, nel quartiere San Lorenzo. Inizialmente si avvicina all'arte concettuale confluendo poi in un percorso connotato dall'astrattismo. In seguito, grazie anche ai suoi interessi per le filosofie orientali, si avvicina a un simbolismo di tipo spirituale. L'approccio con la ceramica avviene all'inizio degli anni Settanta quando Bruno comincia a frequentare lo studio di Valter Boj ad Albisola Capo. Nel 1995, insieme ad altri artisti, tra i quali Enzo Esposito, Nino Longobardi e Giacinto Cerone, anch'essi presenti nello studio Boj, partecipa alla mostra "Il ritorno di Albissola", allestita alla Galleria Orti Sauli di Genova. Nelle sue ceramiche Ceccobelli utilizza il colore e la luce magistralmente, riuscendo a conferire alle opere un'espressività del tutto peculiare. Si può dire che egli elabora con metodo analitico le stesure cromatiche esaltando in tal modo anche i valori plastici delle strutture. Il gesto dell'artista non è mai caotico o casuale ma ben controllato nel trasferire nella materia un'intensa carica di energia pervasa da forti significati simbolici. Le sue proposte sembrano il frutto di una ponderata meditazione sulla forma e il suo apparato luministico. Questo, non solo avvolge le superfici, ma è capace di creare uno spazio dove le scansioni seguono percorsi euritmici. Ceccobelli traduce nella ceramica stati emozionali ricchi di sfumature che possono essere anche la rappresentazione simbolica della complessità del mondo reale. Le sue idee non sgorgano con impeto ma si manifestano con un lento fluire da cui può ben trasparire un sentimento di fine sensibilità. A volte l'artista mostra un aspetto ludico nell'usare giocosamente le forme come quando, ad esempio, trasforma la struttura di una coppa nella compostissima testa di un uomo o di una donna. Le ceramiche di Bruno Ceccobelli rivelano un carattere forte, sottolineato anche dall'uso di colori accesi sempre utilizzati in stretto rapporto con la forma e i valori luministici. Opere realizzate nella bottega di Walter Boi. Opere realizzate nella bottega di Walter Boi. Bruno Ceccobelli è nato nel 1952 a Montecastello di Vibio, in provincia di Perugia, e fin da giovane mostra interesse per l'arte. Il suo percorso formativo avviene soprattutto a Roma all'Accademia di Belle Arti, dove Toti Scialoja, suo insegnante, diventa per lui un riferimento molto importante. Intenzionato ad affinare la sua formazione, rivolge uno studio profondo all'opera di grandi artisti contemporanei depositari di esperienze uniche. Nella seconda metà degli anni Settanta, aderisce al gruppo Nuova Scuola Romana costituito da artisti che avevano eletto come propria residenza l'ex-pastificio Cerere, nel quartiere San Lorenzo. Montecastello di Vibio, in provincia, di Perugia, e fin da giovane mostra, interesse per l'arte. Il suo percorso, formativo avviene soprattutto a Roma, all'Accademia di Belle Arti, dove Toti, Scialoja, suo insegnante, diventa per, lui un riferimento molto importante. In, tenzionato ad affinare la sua formazio, ne, rivolge uno studio profondo all'o, pera di grandi artisti contemporanei, depositari di esperienze uniche. Nella, seconda metà degli anni Settanta, ade, risce al gruppo Nuova Scuola Romana, costituito da artisti che avevano eletto, come propria residenza l'ex-pastificio, Cerere, nel quartiere San Lorenzo. Inizialmente si avvicina all'arte concettuale confluendo poi in un percorso connotato dall'astrattismo. In seguito, grazie anche ai suoi interessi per le filosofie orientali, si avvicina a un simbolismo di tipo spirituale. L'approccio con la ceramica avviene all'inizio degli anni Settanta quando Bruno comincia a frequentare lo studio di Valter Boj ad Albisola Capo. Nel 1995, insieme ad altri artisti, tra i quali Enzo Esposito, Nino Longobardi e Giacinto Cerone, anch'essi presenti nello studio Boj, partecipa alla mostra "Il ritorno di Albissola", allestita alla Galleria Orti Sauli di Genova. Nelle sue ceramiche Ceccobelli utilizza il colore e la luce magistralmente, riuscendo a conferire alle opere un'espressività del tutto peculiare. Si può dire che egli elabora con metodo analitico le stesure cromatiche esaltando in tal modo anche i valori plastici delle strutture. Il gesto dell'artista non è mai caotico o casuale ma ben controllato nel trasferire nella materia un'intensa carica di energia pervasa da forti significati simbolici. Le sue proposte sembrano il frutto di una ponderata meditazione sulla forma e il suo apparato luministico. Questo, non solo avvolge le superfici, ma è capace di creare uno spazio dove le scansioni seguono percorsi euritmici. Ceccobelli traduce nella ceramica stati emozionali ricchi di sfumature che possono essere anche la rappresentazione simbolica della complessità del mondo reale. Le sue idee non sgorgano con impeto ma si manifestano con un lento fluire da cui può ben trasparire un sentimento di fine sensibilità. A volte l'artista mostra un aspetto ludico nell'usare giocosamente le forme come quando, ad esempio, trasforma la struttura di una coppa nella compostissima testa di un uomo o di una donna. Le ceramiche di Bruno Ceccobelli rivelano un carattere forte, sottolineato anche dall'uso di colori accesi sempre utilizzati in stretto rapporto con la forma e i valori luministici. cettuale confluendo poi in un percorso, connotato dall'astrattismo. In seguito, grazie anche ai suoi interessi per le filosofie orientali, si avvicina a un simbolismo di tipo spirituale. L'approccio con la ceramica avviene all'inizio degli anni Settanta quando Bruno comincia a frequentare lo studio di Valter Boj ad Albisola Capo. Nel 1995, insieme ad altri artisti, tra i quali Enzo Esposito, Nino Longobardi e Giacinto Cerone, anch'essi presenti nello studio Boj, partecipa alla mostra "Il ritorno di Albissola", allestita alla Galleria Orti Sauli di Genova. 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A volte l'artista mostra un aspetto ludico nell'usare giocosamente le forme come quando, ad esempio, trasforma la struttura di una coppa nella compostissima testa di un uomo o di una donna. Le ceramiche di Bruno Ceccobelli rivelano un carattere forte, sottolineato anche dall'uso di colori accesi sempre utilizzati in stretto rapporto con la forma e i valori luministici

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